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Gareth Pugh, il designer visionario

Giovanissimo, classe 1981, Gareth Pugh fa parte di quella che si potrebbe definire “la scuola degli enfants prodige d’Inghilterra” della moda. L’elenco può iniziare con nomi come John Galliano proseguire con Alexander Mc Queen, Hussein Chalayan, fino alla madrina Vivienne Westwood. Diplomato nel 2003 alla famosa Central Saint Martins, sin dai 14 anni lavorava come costumista per l’English National Youth Theatre.

In virtù dell’esperienza accumulata, che ha di certo costituito un importante background nel suo approccio alla materia, la sperimentazione e la teatralità sono i tratti distintivi dei suoi disegni e delle sue realizzazioni. Ad esempio, la collezione con cui uscì dalla Saint Martins presentava abiti “gonfiabili”, delle specie di palloncini che evidenziavano le forme dei modelli. Questa tecnica impressionò tanto il pubblico di addetti ai lavori da attirare l’attenzione della rivista Dazed&Confused, che utilizzò un modello del “neo-laureato” Pugh per la copertina.

Dopo il debutto all’Alternative Fashion Week di Londra nel 2005, nell’anno successivo avviene la consacrazione vera e propria e Pugh partecipa per la prima volta alla London Fashion Week. I suoi show destano grande interesse e nel 2007 conquistano anche Vogue Uk, dove la collezione della primavera 2007 viene definita “un incredibile, imperdibile spettacolo”: il genio di Pugh è “innegabile”.

L’ispirazione alla scena club londinese più estrema, la sperimentazione su forme e volumi rendono i suoi disegni sculture sagomate indossabili, che distorcono il corpo umano, lo modificano all’ennesima potenza. Anche per questo motivo, fino al 2007 i suoi abiti erano del tutto importabili, realizzati esclusivamente per la passerella. Fra i materiali usati da Gareth Pugh, trovano spazio il latex, il Pvc, la seta per paracaduti e capelli sintetici. Egli stesso definisce le sue collezioni come “una lotta tra luce e oscurità”. Questo dissidio si percepisce fortemente nella collezione Autunno/Inverno del 2009, presentata in un video-show diretto da Ruth Hogben e che ha lasciato il segno, nonostante non fosse la prima volta che una collezione veniva presentata in video.

Con i costumi realizzati recentemente per il Royal Opera House, per lo spettacolo di danza “Carbon life”, Gareth Pugh “ritorna” al teatro, stravolgendo la tradizione e realizzando costumi in cui il tutù e le scarpette a punta assumono forme del tutto nuove. Il risultato è visionario e oscuro e evoca quella lotta tra la luce e la leggerezza, tipiche della danza classica, e l’oscurità.

C.C.




recall -17 maggio 2012

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