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Angelo Mangiarotti e la sedia Chicago

Una scultura astratta monoblocco in vetroresina

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Pubblicato sul Canale History il 05 luglio 2012

E’ stato allievo di Ernesto Nathan Rogers, Angelo Mangiarotti, designer, scultore, architetto e ingegnere milanese, scomparso pochi giorni fa all’età di novant’anni. La lezione appresa dal suo maestro fu che un progettista di valore sa fare tutto, “dal cucchiaio alla città”.

A questo impegno Mangiarotti ha tenuto fede durante tutta la sua carriera, occupandosi di progetti residenziali, design industriale e infrastrutture. La sua prima esperienza è stata arricchita dai numerosi viaggi: da Tokyo a Chicago, dove entra in contatto con Mies Van der Rohe, Gropius e Waksman.

E’ la città americana a ispirargli la sedia Chicago, un monoblocco in vetroresina, realizzata nel 1983 per Skipper Milano. La Chicago di Mangiarotti è in realtà una scultura astratta, un guscio ergonomico sostenuto da una gamba. Lineare e geniale allo stesso tempo, il design ricorda il background funzionalista di Mangiarotti, ma cede il passo alla linea moderna, alla sperimentazione e sottolinea l’attenzione alle potenzialità tecniche della materia. Difatti, la ricerca plastica ha un ruolo importante in tutta la produzione del poliedrico designer milanese, che sfocia in sperimentazioni di taglio con macchine a controllo numerico, o nel campo della cromo-plastica.

I premi e i riconoscimenti conquistati da Mangiarotti sono stati numerosi: il Premio Domus Formica nel 1956, seguito nel ’62 dal Premio In/Arch per la Lombardia, il Premio Nazionale del Golfo di La Spezia per l’Industrial Design nel 1963. Le sue opere di edilizia industrializzata sono state premiate con il Prix Européen de la Construction Métallique, nel 1979, e, dieci anni dopo, dalla menzione speciale al Premio Nazionale In/Arch per un elemento edilizio prodotto industrialmente. Nel 1991, la collezione di posate e oggetti per la tavola chiamata “Ergonomica” ottiene il Premio Design Plus. Dopo aver ricevuto il riconoscimento dei Marble Architectural Awards del 1994 per l’attività di progettazione con i materiali lapidei, ottiene il Compasso d’oro ADI alla carriera.

C.C.



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