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Cisitalia 202, una storia di stile e di passione

"Voglio un'automobile larga come la mia Buick, bassa come una grand prix, comoda come una Rolls-Royce e veloce come una nostra monoposto D46". È quanto chiese Piero Dusio ai suoi ingegneri e da queste parole nacque la Cisitalia 202, con tocco finale di Giovan Battista "Pinin" Farina

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Pubblicato sul Canale History il 08 marzo 2012

È stata una storia breve, quella della Cisitalia (Consorzio industriale sportive Italia), piccola azienda torinese che produceva auto sportive e che riuscì, dal 1946 al 1963, anno in cui chiuse i battenti, a lasciare una grande eredità nella storia dell'automobilismo.

Fondata da Piero Dusio, facoltoso industriale del settore tessile, ma anche presidente della Juventus, ottimo pilota e noto viveur della Torino postbellica, nell’estate del 1947, fece una richiesta molto particolare agli ingegneri Giovanni Savonuzzi e Piero Taruffi, rispettivamente progettista e collaudatore capo della Cisitalia. “Voglio un’automobile larga come la mia Buick, bassa come una grand prix, comoda come una Rolls-Royce e veloce come una nostra monoposto D46”.

Con la forte determinazione che lo caratterizzava, Dusio voleva una vettura che rivoluzionasse lo stesso concetto di automobile: una gran turismo, una coupé che derivasse direttamente dalle automobili da competizione. Bisogna ricordare che la Cisitalia veniva da una stagione di successi, iniziata con la coppa Brezzi nel circuito del parco del Valentino il 3 settembre del 1946. Sette monoposto D46, il primo modello prodotto dalla casa torinese con lo stemma dello stambecco rampante, diedero spettacolo con al volante Dusio, Nuvolari, Sommer, Chiron, Taruffi, Cortese e Biondetti. A vincere fu lo stesso Dusio, ma fu Nuvolari a mandare in delirio la folla con la sua guida spettacolare Poi fu la volta della Mille Miglia della primavera 1947 dove le Cisitalia si piazzarono al secondo, terzo e quarto posto con Nuvolari, Bernabei e Minetti. Insomma, il mito Cisitalia incominciava a nascere.

Tornando alla nascita della Cisitalia 202, i primi schizzi furono prodotti da Savonuzzi, poi rivisti da Danta Giacosa e per il tocco finale fu chiamato Giovan Battista “Pinin” Farina.

La nuova coupé aveva in comune con le vetture da competizione lo stesso telaio a tralicci tubolari e anche sospensioni e motore, anche se quest’ultimo risultava un poco meno potente delle sportive. Poi entrò in scena Pininfarina, al quale Dusio lasciò carta bianca. Il risultato fu una delle più belle automobili sportive di tutta la storia destinata a diventare un’icona del design italiano e a cambiare l’estetica delle vetture sportive.

Bassa e compatta, leggera e veloce, con un peso di soli 780 chili e in grado di arrivare a una velocità di 165 km/h, aggressiva ma allo stesso tempo elegante. Questa era la Cisitalia 202, la cui carrozzeria fu realizzata con una nuova lega speciale di alluminio, l’itallumag, e dotata di un rivoluzionario telaio a traliccio al cromo molibdeno.

Un modello color verde acquamarina fu presentato in forma non ufficiale il 6 settembre del 1947 alla vigilia del Gran Premio d’Italia e venti giorni dopo al concorso di Villa d’Este. Il successo fu immediato e la stampa definì la Cisitalia come “una delle vetture più belle di tutti i tempi”. Alla versione chiusa si affiancò presto la cabriolet, ma complessivamente dalla casa torinese uscirono soltanto 180 vetture, tra coupé e cabriolet.

Quando, nel 1951, a Pininfarina fu chiesto di scegliere una delle macchine da lui carrozzate per un’esposizione al Moma (Modern Art Museum) di New York, egli non esitò a indicare la 202, motivando la sua scelta dicendo che era stata l’auto che lo aveva fatto “sentire un poeta”. Così, al Moma è esposta un fiammante coupé 202 affiancata dalla dicitura “scultura in movimento”.

Ancora oggi la Cisitalia 202 continua ad essere ammirata e ad affascinare i visitatori di uno dei più prestigiosi musei del mondo e vivere nei ricordi degli appassionati. Appassionati che, in questi giorni, hanno potuto sperare, o almeno sognare, la rinascita dell'indimenticato marchio. Al Salone dell’auto di Ginevra è stata infatti presentata una concept car, battezzato Cisitalia 202 E, realizzato dallo studente di Car Design dello Ied (Istituto Europeo di Design) di Torino, il taiwanese Chen Chin-Hsuan, per far rivivere il mito dell’indimenticata vettura.

O.O.


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