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Jukebox: e' tempo di musica

L'apparecchio elettro-meccanico da installazione pubblica che riproduceva brani musicali in modo automatico. Un elemento cult. Ancora oggi

History -28 novembre 2011

Il Juke box è un apparecchio da installazione pubblica che riproduce brani musicali in modo automatico in seguito all'introduzione di una moneta al suo interno e alla scelta della canzone da parte dell'ascoltatore.

Il Juke box è di solito composto da un armadio diviso orizzontalmente in due ripiani, dei quali il superiore ha solitamente una grossa lastra di plexiglass o vetro che mostra il meccanismo interno di selezione dei dischi e di giradischi, in quella inferiore trova posto il controllo delle monete, la cassaforte e il sistema elettrico/elettronico di selezione.

Un braccio meccanico estraeva il disco selezionato e un sistema a codice consentiva di selezionare e pagare la canzone. Il tutto era inserito in un mobile di discrete dimensioni (almeno 1,5 mt di altezza) che consentiva per ciò stesso una discreta qualità del suono, grazie alla possibilità di poter contenere un altoparlante per i bassi (woofer) di diametro appropriato (25-30 cm), o una coppia di essi, in una cassa armonica sufficientemente capiente. D'altra parte la qualità del suono era necessaria per sonorizzare locali relativamente ampi, tipicamente bar e simili.


Nei suoi anni d'oro il jukebox è stato punto di attrazione per i giovani e oggetto di invidia e di scandalo per i benpensanti, simbolo e anticipazione di un'era nuova che doveva arrivare.
Il modello più caratteristico e definitivo creato dalla casa produttrice più nota di Juke Box è il Wurlitzer 1015, un modello nato nel 1946, ideato da Fuller, che insieme a Miller della Seeburg dal 1938 rivoluzionarono il design dei Juke Box con l'introduzione della plastica, il Wurlitzer 1015, prodotto in 56 242 esemplari, rappresenta il simbolo dell'American Way of Life, attecchito in Italia solo tardivamente, all'inizio degli anni Cinquanta.

Il primo Wurlitzer nacque nel 1933, col nome di Debutante: il suo aspetto era molto diverso dai Juke Box originali, privo dei "bubble tubes" e dei cilindri colorati dei Juke Box anni Quaranta. Assomigliava molto di più a un cassettone; nel 1934 la Wurlitzer ne modificò il nome in P 10 e, secondo alcuni, questo è il primo modello ufficiale, mentre il Debutante era piuttosto un tentativo per sondare il mercato.

Il P 10 era un modello a 78 giri e consentiva una scelta tra 10 dischi; accettava da una a dieci monete da 5 o 10 cents. Il mobile, impiallacciato in noce, aveva già la finestra da cui si poteva vedere il meccanismo cambiadischi e una griglia nella parte inferiore frontale, dove si trovava l'altoparlante. Fra il 1934 e il 1935 ne furono prodotti 3700; il suo prezzo attuale è stimato dalla casa produttrice tra i 1200 e i 2200 $, a seconda delle condizioni.

La fase pionieristica è superata fra il 1933 e il 1938, a opera dei quattro maggiori produttori: Wurlitzer, Rock-Ola, Seeburg e AMI. Nasce il prototipo di Juke Box ormai entrato a far parte dell'immaginario collettivo: meccanismi interni ben visibili, fregi nichelati, luci fosforescenti e profluvio di materiali plastici traslucidi ideati da Miller e Fuller.

Nei suoi anni d'oro il jukebox è stato punto di attrazione per i giovani e oggetto di invidia e di scandalo per i benpensanti, simbolo e anticipazione di un'era nuova che doveva arrivare.
Alla fine degli anni Ottanta era considerato un oggetto sorpassato, poi si è via via imposto come oggetto da collezione, trasformandosi da caro, simpatico, casinista amico di tanti ragazzi di ieri a quella di un tranquillo, costoso e ricercato mobile da salotto.

A.U.

 

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