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Architetto, designer, arredatore e pittore, lo scozzese Charles Rennie Mackintosh (1868–1928) è, insieme alla sua Spook School di Glasgow, considerato tra i massimi esponenti dell’Art Nouveau nel Regno Unito, il movimento che aprì la strada al modern design e all'architettura moderna.
La carriera di Mackintosh prende le mosse dall’architettura, quando entra come apprendista nello studio di architettura Honeyman and Keppie, mentre la sera studia presso la scuola d’arte della città. È all’età di 25 anni, nel 1893, che inizia il suo primo grande progetto d’architettura: il Glasgow Herald Building.
Risale a questi anni anche l’incontro con Herbert MacNair e con le sorelle Frances e Margareth MacDonald, che diventerà sua moglie, dando origine, nel 1894, al gruppo dei Four e iniziando ad operare nell’ambito dell’interior design, dell’arredamento, dei tessuti e della lavorazione dei metalli: le sorelle MacDonald disegnano complementi d’arredo come specchi, orologi e candelabri, mentre i due uomini si dedicano al mobilio.
Nel 1896, il gruppo espone i propri lavori presso la London Arts and Crafts Exhibition Society, ma la critica e il pubblico inglese accolgono con ostilità i lavori dei Four che, per contro, ottenevano un discreto successo in Scozia.
Il successo comincia a crescere nei primi del 1900 in seguito alla partecipazione a tutte le esposizioni più importanti d’Europa - Vienna, Torino, Dresda, Mosca e Berlino - e alla fine del secolo la fama crebbe soprattutto grazie agli allestimenti delle sale da tè che realizzò per conto di Miss Cranston proprietaria di vari locali a Glasgow.
Al 1906 risale l’ultima grande commissione architettonica affidata a Mackintosh: la Glasgow School of Art, ma è da ricordare anche la Hill House, realizzata nel 1904 per l’editore Walter Blackie. Quest’ultimo rimane affascinato dal fatto che Mackintosh potesse progettare di tutto, da un intero edificio, alle maniglie delle porte. La Hill House di Helensbourgh viene ideata nella tradizionale pianta scozzese a L, che contrasta con gli interni, dove ogni particolare, fluente ed armonioso, è progettato in base alle esigenze di ogni inquilino dell’abitazione.
Proprio per la camera da letto di Walter Blackie, Mackintosh disegna la Ladder Back Chair ovvero, la famosa sedia dallo schienale a scala. Per questa sedia, il designer scozzese prende le distanze dal naturalismo floreale, adottando uno stile lineare e geometrico ispirato al design giapponese. La struttura in legno di frassino scuro, contrasta con il muro che rimane bianco e l’altezza della sedia, che sembra eccessiva, vuole in realtà far risaltare le caratteristiche spaziali della camera. Il lungo schienale è modulato da asticelle, che ad una certa altezza vengono intrecciate con altre piccole aste, creando un motivo a listelli ortogonali, che caratterizza la produzione di Mackintosh.
La Ladder Back Chair è esemplificativa della linea di design seguita dai mobili e dagli elementi d’arredo creati da Charles Rennie Mackintosh. In particolare dai primi anni del Novecento, Mackintosh realizza mobili in noce ebanizzato, che presentano sobrietà e raffinatezza, ma allo stesso tempo sono semplici e funzionali e caratterizzati da linee pulite ed essenziali.
Nonostante lo stile di Mackintosh si distinguesse da quello dell’epoca vittoriana, egli era consapevole che il nuovo non poteva esistere se non da uno sviluppo della tradizione. Il lavoro dell’architetto, era per lui, quello di rendere un ambiente un’opera d’arte totale, un contrasto di luci e di ombre, un ambiente armonico, dove nulla era lasciato al caso.
Il progettista doveva avere il controllo assoluto dell’opera: dallo studio degli ambienti alle decorazioni, dai lampadari fino alle posate e alle tazze. Ancora oggi, molti dei suoi mobili sono sinonimo di raffinatezza ed eleganza. Il suo approccio al mobile è stato rigidamente geometrico, trattando il legno come un materiale duttile e malleabile. Essi erano rivestiti con lacche, preferibilmente di colore nero, in modo da nascondere le attaccature e i giunti, e da far risaltare solo le forme definitive.
Mackintosh riuscì a mantenere i forti valori figurativi simbolici anche nel processo di semplificazione geometrica richiesto dalla cultura industriale moderna. In lui si fondono il rigido e monastico medioevalismo di tradizione scozzese con gli elementi decorativi dell’Art Nouveau e con il moderno formalismo geometrico. Ne derivano gli inconfondibili mobili-scultura di Mackintosh. Pochi designer possono affermare di avere creato uno stile unico, individuale e così immediatamente riconoscibile.
di O.O.
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