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Manara: l'arte dell'illustrazione che diventa fumetto

Il suo stile è autentico, inconfondibile, inimitabile. Milo Manara (Luson, 12 settembre 1945) ha plasmato la sua formazione tra il liceo artistico e gli studi di architettura, debuttando nel mondo del fumetto poco più che ventenne, come autore di una serie erotico-poliziesca pubblicata sulla collana Genius, per poi dare vita alle sue opere più importanti dove illustrazione, fumetto ed eros si incontrano.

Il suo primo lavoro risale al 1969 con il fumetto di Genius, uno dei tanti fumetti neri emuli di Diabolik, che ha la curiosa caratteristica di essere nato come fotoromanzo per poi passare al fumetto.

Le sue opere per Genius sono notate da Renzo Barbieri (proprietario insieme a Giorgio Cavedon delle edizioni Erregi, nota casa editrice di fumetti erotici) che lo chiama a collaborare per la sua casa editrice realizzando alcune storie libere prima di giungere sulle pagine di Jolanda de Almaviva. Chiaramente si tratta di un periodo in cui i fumetti sono sfornati in quantità industriali con ritmi serratissimi e pertanto è necessario bilanciare la qualità del disegno con la rapidità di esecuzione. Le avventure di Jolanda de Almaviva (graficamente ispirata a Senta Berger) sono pubblicate su albi distribuiti in edicola dall'ottobre 1970 all'agosto 1974 e narrano storie avventuroso-erotiche di pirati e filibustieri.

Manara ha lavorato con tutte le principale testate a fumetti italiane (ed internazionali): alterlinus, Frigidaire, Corto Maltese, Totem, Comic Art, Pilot e molte altre. Delle storie pubblicate in rivista si è avuta chiaramente la successiva riedizione in volume da parte dei detentori dei diritti ovvero Milano Libri, Edizioni Nuova Frontiera e così via. Un'opera di riproposizione molto vasta dei fumetti di Manara si è avuta proprio da parte delle Edizioni Nuova Frontiera che ha ristampato tutte le principali opere di Manara.

Una carriera intensa, una produzione infinita durante la quale Manara ha dato vita a personaggi fantastici e donne indimenticabili. Nel 1983, con la nascita della rivista Corto Maltese sotto l'ala protettrice di Hugo Pratt, appare quella che è una delle più straordinarie opere di Milo Manara, forse il suo capolavoro assoluto, Tutto ricominciò con un'estate indiana. Fumetto scritto da Hugo Pratt ed incentrato su atmosfere debitrici de La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne, morboso ed affascinante racconto disegnato in maniera impeccabile da un Manara terribilmente ispirato. La pubblicazione a puntate sulle pagine della rivista durerà molto a lungo centellinando le pagine ai lettori in attesa.

Nei suoi lavori l’intreccio di corpi e il proprio dinamismo vengono reinterpretati dalla fantasia erotica del disegnatore e l'autore dimostra un talento nel quale anche la reinterpretazione cinematografica trova il suo spazio.

Milo Manara rappresenta il cardine indispensabile tra cultura del fumetto e valore artistico, un talento dove l'erotico diventa sinonimo di fascino, etereo, capolavoro.


recall -05 aprile 2011

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