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Manolo Blahnik nacque a Santa Cruz de la Palama, Isole Canarie, da madre spagnola e padre di origini cecoslovacche, studiò lingue straniere a Ginevra e si trasferì a Parigi nel 1965, dove decise di diventare scenografo e costumista. Nel 1970, durante un viaggio a New York, ebbe la fortuna di mostrare i suoi disegni a Diana Vreeland, direttrice di Vogue America, la quale, soffermandosi sui disegni di calzature, lo incoraggiò a concentrarsi proprio su quello.
Iniziò ad apprendere a fondo l’arte di fare calzature di lusso da donna, visitò fabbriche e si confrontò con tecnici e fornitori. Nel 1971, al suo ritorno a Londra, cominciò la sua collaborazione con Ossie Clark, l’allora più famoso designer di scarpe londinese. Nel 1973 aprì la sua prima boutique, nel quartiere di Chelsea.
Da quel momento sboccia la carriera di Blahnik, la cui fama è andata crescendo negli anni. Si definisce un artigiano; i suoi disegni, i tacchi, alti non meno di 5 cm, le punte e i dettagli sono sempre riconoscibili, unici, inimitabili. Le sue creazioni, chiamate semplicemente “Manolo” trasformano le donne.
La sua fama è mondiale: negli USA è stato insignito del premio CFDA (Council of Fashion Designers of America) nel 1987, 1990 e nel 1998; nel Regno Unito è stato premiato dal British Fashion Council nel 1990, 1999 e 2003, nel 2007, Sua Maestà la Regina l’ha nominato Baronetto, per il suo grande apporto all’industria di moda britannica. Nel 2001 la Spagna, suo paese d’origine gli ha conferito l’Aguja de Oro per Merito nelle Belle Arti, consegnatagli da Sua Maestà il Re Don Juan Carlos I.
Nel 2003, il Design Museum di Londra gli ha dedicato la più grande esposizione del suo lavoro e, nello stesso anno, è pubblicata da Thames and Hudson, “Drawings”, una raccolta di schizzi e bozzetti delle sue creazioni, preziosi quanto le scarpe stesse, per dettagli e raffinatezza. Un altro libro gli è dedicato dall’amico di lunga data Eric Boman nel 2005, “Blahnik by Boman”, celebrazione fotografica delle “Manolo”, con un’introduzione di Paloma Picasso.
Anche lo schermo ha pagato il suo tributo al genio di Blahnik: la famosa serie televisiva Sex and the City l’ha introdotto nella cultura pop, tanto da farlo definire la “quinta star” della serie, oltre le quattro protagoniste. Sono firmate Blahnik anche le calzature per la pellicola di Sofia Coppola, “Marie Antoinette”, vincendo l’Academy Award per i Migliori Costumi.
Fra le ultime notizie, l’iconico modello di scarpa Mary Jane Campari, che Blahnik ha deciso di celebrare, trasformandolo in ciondolo per la marca di gioielli spagnola Tous; ed ancora una limited edition di bottiglie di Coca Cola.
Di recente Manolo Blahnik ha inaugurato una boutique a Mosca, progettata dallo studio londinese Data Nature Associates, che ha curato la realizzazione di vari progetti per il marchio di calzature. Data Nature ha esportato la propria creatività progettuale, per realizzare il nuovo showroom di Piazza Tretiakov a Mosca, dove ha interpretato i tradizionali motivi russi in un affascinante schema contemporaneo.
Nella boutique moscovita, le creazioni di Blahnik paiono arrampicarsi alle pareti verticali, come se scalassero “vette torreggianti di foreste di pini”. Estetica russa e hi-tech si fondono nell’atmosfera romantica ed elegante, resa grazie ad un rivestimento di legno color ebano combinato alla delicata bellezza del pizzo russo bianco, ricreato nei pannelli intagliati al laser.
C.C.
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