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Il caffè per gli italiani è una bevanda sacra, il momento del caffè un rituale.
Eduardo de Filippo, nella sua commedia Questi Fantasmi, scritta nel 1945, ha descritto in modo meraviglioso la preparazione del caffè con la caffettiera napoletana:
«Sul becco io ci metto questo "coppitiello" di carta ... il fumo denso del primo caffè che scorre, che è poi il più carico non si disperde. Come pure ... prima di colare l'acqua, che bisogna farla bollire per tre quattro minuti, per lo meno, ... nella parte interna della capsula bucherellata, bisogna cospargervi mezzo cucchiaino di polvere appena macinata, ... in modo che, nel momento della colata, l'acqua in pieno calore già si aromatizza per conto suo.»
Ma nel 1933 nel "mondo del caffè" accade una vera rivoluzione. Alfonso Bialetti infatti inventa una macchina che ha spodestato in pochissimo tempo la famosa caffettiera napoletana, battuta d un sistema più rapido, un'invenzione divenuta in pochissimo tempo un'icona popolare.
La storia vuole che per il funzionamento a pressione della Moka Express, Alfonso Bialetti si sia ispirato a quello della lisciveuse, una grande pentola con un camino di sfogo per l’acqua bollente che si usava per ottenere lisciva già filtrata da impiegare come detergente per il bucato.
Ispirato all’Art Decò, il design di Moka Express è rimasto invariato nel tempo mantenendo una forma a base ottagonale, semplice, essenziale e inconfondibile grazie al celebre Omino con i baffi tampografato sul corpo della caffettiera, che altro non è se non la caricatura di Renato Bialetti, figlio di Alfonso e artefice del grandissimo successo commerciale della Moka Express.
Dalla metà degli anni Novanta la Bialetti ha avviato diverse operazioni di re-styling del suo prodotto storico, aggiornando sia il design che le funzionalità. Per esempio, con Brikka e Dama Bialetti punta sull'ingentilimento delle linee, maggiormente arrotondate nel manico, nel pomolo e nel coperchio a superficie specchiata e su un diverso sistema di filtraggio che permette di ottenere un caffè cremoso.
Ma la prima Moka Bialetti resta un'icona: icona popolare, di design, icona che fa parte della nostra storia ed è simbolo della cultura italiana e che racconta la nostra tradizione tra aromi, emozioni, riti e convivialità.
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