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Tadao Ando: regionalismo critico e colate di cemento

Come si può diventare abili e importanti architetti con una formazione autodidatta, come Tadao Ando? Semplice: l'ingrediente di base è come sempre la genialità.

Ando, nato ad Osaka nel 1941, dopo aver fatto diversi lavori, è entrato nel mondo dell'architettura e ha iniziato a progettare edifici di vario tipo: da abitazioni private a edifici di culto (cappella sul monte Rokko, Kobe, 1986; Chiesa della luce, Ibaraki, 1989), ai centri commerciali (Festival, Naha, 1984; Collezione, Tokyo, 1989) o culturali (Museo dei bambini, Hyogo, 1989), portando sempre avanti la ricerca sui fondamenti della cultura giapponese mediata attraverso le tecnologie occidentali (cemento armato a vista, vetro, ecc.).

Spazialità evocativa e rigorose forme geometriche sono tra le caratteristiche principali dei suoi lavori, realizzati sempre usando un linguaggio secco e aspro e servendosi di materiali industriali e di esperimenti artigianali.

Nelle sue opere la luce e lo spazio innescano le discontinuità esperienziali che portano il fruitore a un’intonazione d’animo decisiva per introdurlo all’esperienza estetica propria, che è quella d’un luogo dotato d’identità forte in dialogo fervido, paritetico, non agonistico, con opere che un’identità ancor più concentrata rivendicano per se stesse.

Egli concepisce gli spazi come fluenze e complessità. Il suo approccio all'architettura è talvolta classificato come regionalismo critico. I suoi edifici, spesso caratterizzati da grosse colate di cemento,  sono complessi percorsi tridimensionali, che si incrociano tra spazi interni ed esterni formati sia da forme geometriche di grandi dimensioni che dagli spazi che li separano.

Nel 1969, ha aperto lo studio Tadao Ando Architects & Associates e, nel 1995, Ando ha vinto la prestigiosa medaglia del Premio Pritzker.

La sua "Row House in Sumiyoshi" (Casa Azuma), una piccola casa a due piani in getto di cemento completata nel 1976, è uno dei primi lavori che comincia a mostrare elementi caratteristici del suo stile. Consiste in tre volumi rettangolari di uguali dimensioni: due elementi di spazi interni, separati da un cortile aperto. Per la sua posizione, il cortile interno diventa parte integrante del sistema di circolazione della casa.

Tadao Ando tiene attualmente conferenze in tutto il mondo ed è professore emerito all’Università di Tokyo.


recall -27 aprile 2011

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