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Yoko Ono, 'l'artista sconosciuta piu' famosa'

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Pubblicato sul Canale Recall il 28 giugno 2012

Fu proprio lui a definirla così: "l'artista sconosciuta più famosa": John Lennon, causa sia della sua popolarità sia del suo essere poco amata. Tuttavia, Yoko Ono, il cui nome significa “bambina dell’oceano”, ha una storia a sé e un ruolo che le è stato riconosciuto negli anni nel dibattito artistico mondiale.

Fra i primi membri di Fluxus, l'associazione libera di artisti d’avanguardia, sviluppatasi agli inizi degli anni sessanta e uno dei pionieri dell’arte concettuale e delle performance artistiche.

Nacque a Tokyo nel 1933. Suo padre, Isoko Isuda, era membro di una delle più ricche famiglie di banchieri giapponesi, sua madre, Eisuke Ono, una pianista classica che sacrificò la carriera per lavorare in banca.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la famiglia si trovò in gravi difficoltà, salvandosi dai bombardamenti, ma patendo la fame. A quanto racconta la stessa Ono, fu in quel periodo che sviluppò la sua parte più aggressiva del carattere.

Dopo il conflitto, la sua famiglia si trasferì negli Stati Uniti, a New York, dove frequentò il Sarah Lawrence College e dove apprese a condurre uno stile di vita libero, fatto di incontri con artisti e poeti, frequentando happening artistici e eventi culturali.

La sua vita sentimentale fu turbolenta e inquieta, le sue relazioni spesso si rivelarono fallimentari: sposò il compositore Toshi Ichiyanagi, dal quale divorziò nel 1962. Nello stesso anno sposò l'americano Anthony Cox, musicista jazz, produttore cinematografico e promotore artistico. Annullato il loro matrimonio nel marzo 1963, si risposarono il 6 giugno e divorziarono il 2 febbraio 1969.

Il primo incontro con Lennon avvenne nel 1966, ma iniziarono a frequentarsi solo due anni dopo. Yoko Ono era già un’artista abbastanza conosciuta, dalle performance irriverenti e dalle opere dotate di carica ironica e polemica. Si ricordi ad esempio la performance “Cut piece”, in cui invitava il proprio pubblico a inforcare le forbici e tagliare gli abiti che lei indossava.

E’ stata più volte stroncata dai critici. Negli ultimi anni, però la sua opera ha ricevuto riconoscimenti ufficiali e critiche molto positive. Per esempio, nel 2001, Yes Yoko Ono, una retrospettiva di 4 anni del lavoro di Ono, ricevette il prestigioso premio americano dell'Associazione internazionale dei critici d'arte come miglior mostra museale svoltasi a New York, considerato uno dei più importanti riconoscimenti in campo museale. Nel 2002 Ono fu premiata con la Skowhegan Medal per le sue opere in diversi media. Nel 2005 ricevette il "Lifetime achievement award" dalla Società giapponese di New York.

La sua opera forse più popolare è il “Wish Tree”, un’installazione al Sculpture Garden del MoMA di New York (luglio 2010), che riceve numerosi contributi da ogni parte del mondo.

Attualmente, l’artista è sotto i riflettori grazie a due esposizioni che ne celebrano il lavoro: una alla Serpentine Gallery di Londra, in occasione del London 2012 Festival, con video, film e installazioni, intitolata “Yoko Ono. To the light” e un’altra a Stoccolma, al Moderna Museet, intitolata “Yoko Ono. Grapefruit”.

C.C.


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